Ultime notizie

  • È Natale, tutti a bordo!

    nov 18, 2014

    Singing, dancing and laughing, children with HIV enjoy a bus tour of Christmas lights, compliments of the Kiwanis Club of Puerta del Llano.
    Archivolatino

    Con tanti palloncini blu e gialli che svolazzano dai finestrini, un autobus dai colori vivaci scorre per le strade di Villavicenio, in Colombia. All'interno bambini che cantano, battono le mani e ridono. Il loro buon umore è così contagioso che genitori, infermieri, Kiwaniani e Babbo Natale si uniscono a loro e ballano lungo il corridoio.

    Una festa di Natale su ruote. Destinazione: ovunque ci siano luci di Natale.

    Ogni dicembre negli ultimi nove anni, il Kiwanis Club di Puerta del Llano ha offerto ai bambini un tour delle luci natalizie della città. L'anno scorso il club ha invitato i bambini assistiti da una fondazione che si occupa di bambini con l'HIV.

    “Abbiamo intrattenuto 40 ragazzini, di età da 2 a 17 anni", spiega Ines Salazarde Baquero, presidente 2013-14 del club. "Sono bambini che vivono all'interno della fondazione e alcuni sono stati abbandonati quando le famiglie hanno saputo della loro malattia”.

    Il club ha organizzato il tour con donazioni e raccolte di prodotti alimentari (succhi di frutta, yogurt, torte, lecca-lecca), regali (palloni da calcio, borse, giochi da tavolo, orologi, zaini) e cappelli di babbo Natale, rossi per i bambini e blu per gli adulti. I soci hanno tracciato un percorso che comprendeva tappe mediche.

    “Questi bambini hanno orari rigidi per quanto riguarda le medicine che devono prendere", spiega Salazarde.

    Un'altra tappa è stata al Central Park, dove uno spazzaneve lanciava in aria nuvole di fiocchi congelati simulando una scena di bianco Natale con la presenza di un pupazzo di neve nonostante una temperatura di circa 16°.

    “Non ho mai visto nulla di simile," un bambino gridava dalla gioia. "Voglio abitare in quella casa," ha detto un altro, mentre il bus attraversava lentamente un quartiere residenziale.

    Un  bambino di 8 anni ha fatto un passo avanti sulla punta dei piedi. Una disabilità fisica gli fa ruotare le ginocchia all'esterno e lo costringe a camminare in quel modo. "Guarda che cosa mi ha portato Gesù Bambino!" esclama e solleva in aria un pallone da calcio come se fosse un trofeo della Coppa del Mondo.

    “Quando la facciamo un'altra gita come questa?”

    “Dobbiamo aspettare fino al prossimo Natale?” — Jack Brockley
  • Cantare a stomaco pieno

    nov 18, 2014
    Brisbane Kiwanis club members feed carolers at their community's holiday caroling in the park.

    Una tipica scena di Natale: Gruppi di persone che intonano scanti natalizi di casa in casa e sono ricompensati con succo di mele caldo e biscotti o qualche altro stuzzichino. Però nei sobborghi di Brisbane, nel Queensland in Australia, la scena è un po' diversa: circa 3.000 persone si riuniscono per cantare intorno a un presepe vivente e sono tutti ben rifocillati dal Club Kiwanis di Brisbane.

    Con base nei quartieri periferici Centenary Suburbs, un insieme di sette sobborghi a nord-ovest di Brisbane, il club Kiwanis sostiene attivamente la comunità con numerosi progetti ed eventi di raccolta fondi, osserva il socio Patrick McKinney. Negli ultimi tre anni, però, il pezzo forte dell'anno è stato di offrire cibo ai festanti per gli annuali canti natalizi dei quartieri Centenary.

    L'Esercito della Salvezza di questi quartieri organizza una festa canora per bambini e famiglie.

    “Ci riuniamo per celebrare il Natale con canti e una rappresentazione della natività, la serata si conclude con i fuochi d'artificio", spiega McKinney. "La rappresentazione della natività è molto popolare fra i bambini, perché cammelli veri, pecore e asini fanno parte dello spettacolo. E anche se non abbiamo canguri sul set, ce ne sono alcuni che vivono vicino alla zona in cui si svolge l'evento".

    Naturalmente, fra gli aspetti più popolari della celebrazione c'è anche il cibo.

    “Lavoriamo sodo," riflette McKinney "per offrire cibo e bevande alle migliaia di persone che partecipano ai canti. Il cibo è semplice: salsiccia alla brace e cipolle cotte sul posto, annaffiate con bevande non alcoliche".

    La preparazione dell'evento coinvolge tutti i soci del club, aggiunge McKinney, i preparativi iniziano nel primo pomeriggio e la pulizia continua fino a notte inoltrata. 

    “C'è un piccolo supplemento per il cibo, "fa notare McKinney, "ma tutti i guadagni sono consegnati all'Esercito della Salvezza per aiutarli nel grande lavoro che fanno per le persone bisognose della comunità".

    Tuttavia, McKinney ritiene che anche il club ne tragga qualche vantaggio.

    “Questa è una splendida opportunità per sostenere la nostra comunità", spiega, "Si crea una maggiore consapevolezza del Kiwanis e si migliora la nostra immagine, tramite servizi speciali nei media locali sul Kiwanis. E inoltre, abbiamo ottenuto due nuovi soci grazie alla nostra partecipazione di quest'anno.

    “Ma, come socio del Club Kiwanis, devo dire che la più grande soddisfazione è guardare i volti dei bambini seduti sul prato sotto le stelle con le loro famiglie che cantano gli inni natalizi. Hanno gli occhi spalancati e pieni di gioia per quello che accade e per l'attesa del Natale che arriva". — Dick Isenhour
  • Vederci Chiaro

    ott 24, 2014

    A Winthrop, nello Stato di Washington, i Kiwaniani controllano la vista e l'udito degli scolari.

    Come infermiera per il Distretto Scolastico di Methow Valley di Washington, Laura Brumfield si occupa delle necessità sanitarie di oltre 600 bambini. Passa le giornate a prendersi cura di nasi chiusi, mal di pancia, graffi, eruzioni cutanee e così via. Tutto questo la tiene alquanto occupata, ma niente in confronto ai giorni dedicati ai controlli dell'udito e della vista di circa 350 scolari delle elementari. Durante quei giorni, ha bisogno di aiuto e così si rivolge al Club Kiwanis di Winthrop.

    Kiwanis volunteers assist children at their school's annual eye screening.“Questo è uno dei progetti preferiti del nostro club," dice il kiwaniano Roy Reiber. "All'inizio dell’anno scolastico, mandiamo 10, 12 soci con le mogli a passare la mattinata a controllare occhi e orecchi".

    Due o tre volontari aiutano il dottor Robert Wilson a controllare l'udito dei bambini. Il dott. Wilson è un medico militare in pensione che ha il proprio audiometro. Il club paga le spese per calibrare le apparecchiature e acquista anche i cuscinetti auricolari di cui ogni bambino avrà bisogno durante il test.

    Il resto della squadra va nella sala polivalente della scuola a misurare la vista di ogni bambino.

    “Prendiamo nota dei ragazzi che hanno problemi affinché l'infermiera Laura li possa rivalutare in seguito", dice Reiber. "Quando l'ultima classe è passata per l'area delle visite, a lei rimangono solo da 8 a 12 scolari da riesaminare, invece dei 300 o più bambini dell'intero distretto.

    Sapendo di poter contare sul Club Kiwanis di Winthrop, di tanto in tanto la Brumfield viene al club con qualche richiesta particolare, come ad esempio l'acquisto di occhiali per gli scolari i cui genitori non se li possono permettere.
  • Bici e Libertà

    ott 24, 2014
    Un bambino prova la sua nuova bici completa di nappe e manubrio.

    Le biciclette riescono a sedurre anche i più ardenti fanatici di automobili. Non importa mettersi subito a fare le corse. La prima volta su una meraviglia a due ruote si comincia a mettere alla prova il proprio coraggio con i pedali. Appena si acquista una certa padronanza, ci si lancia in un mondo di avventura. Libertà in movimento.

    Migliaia di bambini nella città di Calgary, in Alberta, riescono a sentire questa  libertà grazie a persone che in realtà hanno poca libertà e molto poco movimento. I detenuti del Centro Correzionale di Calgary sostengono il “Buon Programma Bici e Sport”, sponsorizzato dal Club Kiwanis Chinook di Calgary. Nel luglio scorso, una ragazzina ha ricevuto la 5000a bicicletta donata dal club in 17 anni.

    “I ragazzi adorano le loro bici", dice la Kiwaniana Darlene Kerr, coordinatrice del programma. "Riceviamo molte cartoline e lettere di ringraziamento dai bambini e dalle loro famiglie. Anche ai detenuti piace molto il programma. Imparano competenze preziose e si sentono bene con quello che fanno per la comunità".

    Le biciclette sono donate o acquistate ai mercatini dell'usato. I detenuti le riparano, puliscono e le dotano di campanelli, cavalletti, lucchetti e catarifrangenti. Ogni bici è poi sottoposta ad un controllo di sicurezza. I Kiwaniani distribuiscono questi gioielli rinnovati a circa 35 associazioni che operano nella comunità, le quali le assegnano ai bambini nell'area di Calgary, complete di casco.

    E i bambini pedalano verso la loro prossima avventura. — Nicholas Drake
  • Portatrice di Luce

    ott 24, 2014
    L'onore di rappresentare Santa Lucia richiede che si indossi una corona inghirlandata di candele per portare gioia e felicità agli abitanti di Karlskoga, in Svezia.


    È il 13 dicembre, Lucia sta per arrivare e porta luce e canti nella vita di anziani, malati, orfani e persone sole. La Santa arriva circondata da un numeroso seguito, serve caffè a tutti, vino caldo speziato, pan di zenzero e pane allo zafferano.

    Ogni anno, i club Kiwanis delle città di Karlskoga e Selma Karlskoga festeggiano l'arrivo della Santa italiana sulla riva settentrionale del lago svedese, Möckeln. L'evento dura una settimana ed è organizzato con la collaborazione del giornale locale e una scuola.

    “La tradizionale festa è difficile da spiegare, perché è un mix tra due culture completamente diverse", dice il socio di Karlskoga, Göran Hurtig. L'origine sembra provenire dall'età vichinga. Durante la notte più lunga dell'anno, i Vichinghi celebravano il passaggio dal periodo buio al periodo di luce, che nella loro cronologia era il 13 dicembre. Naturalmente, a quel tempo non vi era nessuna connessione con il Natale.

    “Nel 1008, il re svedese Olav Skötkonung si convertì al cristianesimo, aderì alla Chiesa cattolica e decise che tutti gli svedesi dovevano adottare la nuova religione. Anche a quel tempo, gli svedesi erano testardi e per un lungo periodo continuarono ad adorare gli antichi dèi.

    “Poi, accadde qualcosa. Uno svedese brillante trovò che la Santa cattolica Lucia, proveniente dalla Sicilia, poteva essere una buona occasione per festeggiare anche il 13 dicembre svedese e così nacque la celebrazione di Santa Lucia in Svezia".

    A Karlskoga, i club Kiwanis e il giornale locale invitano i giovani a presentarsi per il ruolo di Santa Lucia. I candidati devono avere da 15 a 18 anni, avere un buon carattere e saper cantare abbastanza bene.

    “I ragazzi non sono esclusi, ma succede raramente che i ragazzi si presentino", dice Mona Hurtig socia del Kiwanis di Karlskoga.

    I partner del progetto scelgono sette candidate per formare il corteo di S. Lucia. Questo corteo impara a cantare 10 canzoni in armonia. Le loro foto sono pubblicate sul giornale e la TV manda in onda le interviste: comincia il voto del pubblico.

    Una folla si raduna nella piazza della città per i risultati prima di riempire la chiesa della città per l'incoronazione con la corona di candele.

    “Per una settimana, a partire dalla mezzanotte del 13 dicembre, Lucia e la sua processione visitano almeno 50 istituzioni e luoghi di lavoro", dice Göran. "Vigili del fuoco, ospedali, scuole, alberghi, asili, orfanotrofi, case di cura, case di riposo, stazioni di polizia, industrie e, in alcuni casi, anche singole persone sole".

    Quando l'evento è finito e le ragazze hanno cantato la maggior parte delle 10 canzoni circa 400 volte, Lucia scompare nel buio, lasciando il posto a un'altra figura svedese, Jultomten.

    “Non è Babbo Natale", dice Mona. "Questo Babbo Natale è originale e genuino. Lui e la sua famiglia vivono ancora in Svezia e si prendeno cura di noi. Tutti lo sanno, provate a chiederlo ai nostri figli.

    Leggete altre storie sulle luci natalizie del Kiwanis nella rivista Kiwanis magazine di dicembre 2014.
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