Ultime notizie

  • Trekking contro il tetano

    gen 23, 2014
    A walk across the Swiss landscape raises money for The Eliminate Project.

    Al momento di raccogliere fondi per salvare e proteggere madri e neonati, la Divisione 9 del Distretto Svizzera-Liechtenstein ha deciso di fare una passeggiata.

    Una bella camminata attraverso i grandi spazi aperti è servita non solo a liberare la mente e ad esercitare il corpo: i 10 club Kiwanis della divisione, guidati dal Luogotenente Governatore Rudolf Obrecht, hanno anche raccolto 10.000 franchi svizzeri per il Progetto Eliminate, la Campagna Globale del Kiwanis International per eliminare efficacemente il tetano materno e neonatale.

    Le escursioni in programma, ciascuna della durata di circa 70 minuti, hanno portato i kiwaniani attraverso le dolci colline dell'Emmenthal con una sosta a metà strada. Le passeggiate terminavano sempre "per caso" presso una Gasthaus per un pasto e una bevuta. Qui si annotavano i chilometri percorsi, generando una raccolta di 5 franchi svizzeri per chilometro percorso, offerti dal fondo sociale del club. Dopo aver registrato l'importo si scattava una foto di gruppo per festeggiare i risultati ottenuti.

    «Verso sera, nel periodo dal 9 aprile 2013 al 3 luglio 2013», riferisce Obrecht, «da qualche parte in pianura o lungo le dolci colline dell'Emmenthal, una fila di persone si snodava allegramente lungo la strada come un lucertolone colorato, con vestiti sportivi, scarponi e giacche a vento, chiacchierando e discutendo. Ogni tanto si fermava da qualche parte a metà percorso, per imparare qualcosa sulla storia e la cultura del luogo». —Catherine Usher

  • Un bel posto dove abitare

    dic 17, 2013

    Neighbors and Kiwanis members celebrate a best block award.

    Il detto dice: “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. A Medicine Hat, cittadina di 62.000 abitanti nella provincia canadese di Alberta, l'antico detto si avvera grazie al miglior isolato del club Kiwanis e il miglior programma residenziale che rappresenta l'orgoglio e il fascino di questa città.

    Ogni estate, da oltre 60 anni, i soci del Club Kiwanis di Medicine Hat girano per i quartieri della cittadina guardando con attenzione per trovare le residenze più curate alle quali conferire il titolo di "migliore". L'uso creativo del paesaggio, la pulizia e qualche caratteristica insolita può far guadagnare a singole abitazioni e a interi isolati una targa Kiwanis da collocare nel giardino antistante e una foto nel giornale locale.

    “Riceviamo telefonate da persone che ci chiedono, 'Avete visto la mia casa?'", dice il segretario del club Allan Olson. "In alcune zone si crea anche una vera e propria gara”.

    Per tre mesi si scelgono dei vincitori settimanali e alla fine dell'estate, i kiwaniani selezionano la migliore residenza e il miglior isolato dell'anno e organizzano festeggiamenti nei luoghi vincenti.

    “Ci siamo sentiti molto onorati di ricevere la targa", dice Ken Botschatzke, che abita nel miglior isolato dell'anno 2013. "È venuto un suonatore di cornamusa ed è venuto anche il sindaco. Abbiamo perfino fatto una sfilata dietro lo zampognaro e alla fine il club Kiwanis ha offerto caffè e rinfreschi per tutti.” — Karen Pyle Trent
     

  • Casa in fiamme

    dic 17, 2013

    Gail Browne and two of her children pose outside her new home.

    Se non lo si è vissuto sulla propria pelle è difficile capire la disperazione che prova una famiglia dopo aver perso la casa in un incendio, ma Gail Browne sa bene cosa vuol dire.

    Madre single di sei figli, nel 2011 è rimasta senza casa in seguito ad un incendio. Nel corso degli anni successivi è riuscita a tenere insieme la famiglia, passando di casa in casa a seconda delle possibilità economiche.

    Oggi la Browne e i suoi figli vivono in una casa tutta nuova, costruita per loro dal Club Kiwanis Barbados-Centrale, ma l’esperienza vissuta in quei giorni difficili le ha insegnato cosa vuol dire lottare quando si viene colpiti da una tragedia.

    «Quando scoppiò l'incendio, il mio primo pensiero fu di dare un riparo e un certo senso di sicurezza ai miei figli, visto che hanno un'età compresa tra i 2 anni e l’adolescenza», spiega la Browne. «Poi, superato il momento dell'incidente, il pensiero di procurare abiti e materiale scolastico ai miei figli e di non sapere dove rivolgermi per chiedere aiuto mi lasciava sconvolta».

    «Allora compresi che avevo bisogno di aiuto psicologico perché improvvisamente mi sentii sopraffatta dall'incredulità e dal dolore. I bambini hanno dovuto adattarsi a cambiare ambiente, abituarsi a condividere i propri oggetti personali per andare avanti e per avere un po' di comfort». — Shanna Mooney

  • Si torna a fare Surf a New York

    dic 17, 2013

    A young surfer rides the waves during a Surf for All event.

    A volte le forze della natura sono così crudeli che spesso ci vuole la forza della bontà per contrastarle: forza come quella del Club Kiwanis di Garden City, nello stato di New York.

    Quando l'uragano Sandy si abbatté sulla costa orientale degli Stati Uniti nel mese di ottobre del 2012, fece quasi 300 vittime e causò danni per circa 70 miliardi di dollari. Nella città di Long Beach, New York,venne praticamente spazzata via l'organizzazione 'Surf per Tutti'.

    Fondata nel 2002 da Jim Mulvaney e dai suoi compagni di surf Cliff e Will Skudin, l'organizzazione 'Surf per Tutti' insegna le gioie del surf ad adolescenti e adulti con disabilità fisiche e mentali. L'Organizzazione no-profit utilizza speciali attrezzature da surf, conformi alle esigenze specifiche dei partecipanti, e Sandy ha spazzato via tutto.

    «Jim ha presentato al nostro club un programma relativo all'autismo», spiega Gloria Sena, immediata past presidente del Club Kiwanis di Garden City, New York. «Egli stesso ha un figlio adulto affetto da autismo, motivo che lo ha spinto a fondare 'Surf per tutti'. Ogni anno per la Festa di San Patrizio, onoriamo diverse organizzazioni di beneficenza e quest'anno abbiamo donato $ 2.000 per aiutare 'Surf per Tutti' a ricomprare le attrezzature da surf andate perse». — Nicholas Drake
     

  • Sollevare lo spirito dei bambini

    dic 17, 2013

    Patsy Hill helps Seasons North Shore children through an assignment.

    Patsy Hill è un'appassionata sostenitrice dei bambini. Negli ultimi anni, il suo club Kiwanis ha condiviso il suo fervore nell’aiutare bambini e adolescenti che si trovano in difficili circostanze familiari come un lutto o un divorzio in famiglia.

    «I bambini che attraversano un momento di sofferenza emotiva hanno bisogno di qualcuno che possa seguirli e ascoltarli, proprio quando ritengono di non avere nessuno con cui confidarsi e parlare», dice la Hill, socia del Kiwanis Club di Takapuna, in Nuova Zelanda: «Quando i bambini iniziano il programma sono spesso tristi, distanti e perfino arrabbiati. Ed è sorprendente come, in un lasso di tempo relativamente breve, riacquistano fiducia e comprendono di non essere gli unici in quella situazione».

    Patsy Hill ha iniziato a seguire i bambini con l'istituzione 'Seasons North Shore' subito dopo l'avvio del programma nella zona di Auckland nel 2003. Questo ente sostiene i bambini e gli adolescenti che subiscono la morte di una persona cara, oppure la separazione o il divorzio dei genitori.

    «Mi è sempre piaciuto lavorare per e con i bambini", dice la Hill. "Poco dopo aver saputo di 'Seasons North Shore', ho seguito un corso di formazione come una delle prime volontarie e ancora oggi sono una volontaria».

    L'amica dei bambini ha condiviso con il club Kiwanis alcune storie sul suo impegno alla 'Seasons North Shore' e i suoi amici kiwaniani hanno deciso di voler partecipare anche loro. Il sostegno del club comprende:

    • sostenere l'organizzazione a far fronte alle richieste di sovvenzioni per un totale di circa 10.000 dollari neozelandesi provenienti dalle Fondazioni del Distretto Nuova Zelanda-Sud Pacifico.
    • donare al programma oltre 10.000 dollari neozelandesi in libri, durante gli anni di formazione.
    • appoggiare il lavoro di altri due soci: Barrie Collette e Mike, il marito di Patsy. — Dick Isenhour

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