Ultime notizie

  • Socia del Key Club corre a Boston

    ott 20, 2015

    Kathie Paniagua-Urrutia, socia di un Key Club della California, partecipa alla Maratona di Boston per una causa.

    A Kathie Paniagua-Urrutia piace correre. Piuttosto che fuggire da qualsiasi cosa, l'ex socia del Key Club della scuola superiore di Chatsworth, in California, affronta la sfida di una maratona di 42,195 chilometri.

    "Ho iniziato a correre all'età di 12 anni", dice Paniagua. "La mia famiglia si è trasferita negli Stati Uniti dal El Salvador ed ho iniziato a correre per assimilarmi e fare amicizia. I miei due fratelli maggiori correvano alla scuola media. Mi hanno chiesto: 'Ehi, vuoi correre anche tu?' Dalla tristezza di trovarmi in una nuova cultura mi sono ritrovata felice di appartenere a qualcosa di più grande.”

    Ora, come matricola alla Davis University della California, Paniagua farà parte di qualcosa di estremamente importante il prossimo aprile. Si è da poco qualificata per correre alla maratona di Boston del 2016.

    “A marzo ho corso la maratona di Los Angeles in 3 ore e 33 minuti, solo due minuti al di sotto del tempo per qualificarsi a Boston", dice Paniagua. "Quando ho corso la mia prima maratona, mi ci sono volute più di sette ore.”

    Che cosa le passa per la mente quando corre?

    “Sono religiosa e quindi prego per avere la forza", dice Paniagua. "Correre non è facile. Raggiungere un traguardo di 30 kilometri è solo dolore. Man mano che diminuisce la forza fisica, deve aumentare la forza mentale. Offro il mio dolore alle persone bisognose.”  — Nicholas Drake

  • Vedere con la musica

    ott 19, 2015

    Allievi della Scuola Nazionale per non vedenti nelle Filippine usano strumenti Angklung ad un concerto annuale.

    Le leggi delle Filippine dichiarano che ai bambini con bisogni speciali deve essere data ogni opportunità per sviluppare e contribuire con le loro abilità alla costruzione della nazione. Tuttavia, è l'amore che spinge il Club Kiwanis Ng San Pedro a coltivare il potenziale degli allievi della Scuola Nazionale per ciechi.

    "Il nostro amore e il sostegno verso i bambini speciali saranno sempre parte dei nostri progetti, sia nel Kiwanis che nell'organizzazione religiosa", dice Flordeliza "Baby" Ruiz, Kiwaniana di San Pedro.

    Insieme ai Club Kiwanis di Mont Dore, in Nuova Caledonia, e Purple Heart di Luzon, nelle Filippine, i Kiwaniani di San Pedro offrono ai 130 ragazzi e ragazze del campus visite regolari e donazioni: riso, materiale scolastico, zaini, pasta, coperte, articoli da toeletta e un angklung (strumento musicale). Lo strumento indoensiano è ora utilizzato in ogni esecuzione pubblica dal dipartimento di musica della scuola, che comprende musica popolare, danza moderna e da sala, un coro e un gruppo di canto corale.

    “Gli studenti speciali hanno diritti", spiega Ruiz. "Hanno anche talenti e competenze. Con i metodi corretti, i bambini speciali possono dare grande gioia ai loro genitori e alle persone come noi, i Kiwaniani.”

  • Sfruttate questa opportunità per promuovere il vostro club

    set 28, 2015
    Il  1° ottobre, Susan A. “Sue” Petrisin assumerà ufficialmente l'incarico di Presidente del Kiwanis International. Questa sarà una straordinaria opportunità mediatica per collegare il vostro club al Kiwanis International. Il Kiwanis ha creato la bozza di un comunicato che potrete personalizzare e condividere con i media locali. Compilate gli spazi bianchi con le informazioni relative al vostro club e ai vostri progetti di service, e spedite il testo a quotidiani, televisioni e altri media presenti nella vostra comunità. Non dimenticate di condividere questo comunicato sui social media del vostro club.

    Scaricate il comunicato stampa qui.



  • Bambole in parata

    set 14, 2015
    Artisti in posa con le loro sculture di bambole Kiwanis in una piazza di Lussemburgo.

    “Ho cominciato con una pagina bianca, un'idea e neanche un soldo", dice Claude Lardo con gli occhi luccicanti. Socio del Club Kiwanis di Arlon, in Belgio, Lardo ha avuto l'ispirazione dalla Parata delle mucche (Cowparade), una campagna globale di raccolta fondi in più di 80 città, durante la quale gli artisti decorano sculture di mucche per la mostra e poi le vendono all'asta per beneficenza. Avendo visto questo evento, Lardo si è chiesto: perché non fare lo stesso con le bambole Kiwanis?

    E perché no con bambole Kiwanis giganti e tutte colorate?

    Le bamboline Kiwanis, simili a normali bambole giocattolo, danno conforto ai bambini in ospedale e sono molto popolari nel Distretto Belgio-Lussemburgo. Il Club Kiwanis di Lussemburgo ne ha distribute più di 26.000 negli ultimi 20 anni.

    Alcune lavoratrici in India producono gli involucri delle bambole in tessuto bianco. (Questo lavoro ha reso possibile a 50 donne di acquistarsi una macchina da cucire, con la quale possono anche confezionare uniformi scolastiche per i bambini, aumentando così il loro reddito di sarte).  Gli involucri sono poi spediti in Lussemburgo, dove il presidente del progetto del Club Kiwanis di Lussemburgo, Alex Nicola, ha organizzato un gruppo di lavoratrici disabili che riempiono e rifiniscono le bambole.

    Andréa Sonntag è responsabile per la cucitura finale delle bambole dopo che le collaboratrici le hanno imbottite. Con le lacrime agli occhi ci spiega, "È molto importante aiutare i bambini malati".

    Con questo sistema riusciamo a creare circa 2.000 bambole l'anno, ma i fondi non sono al passo con la domanda. Creare e vendere all'asta sculture di bambole a grandezza umana, ha pensato Lardo, potrebbe garantire che un maggior numero di bambini possano ricevere le bamboline di dimensioni giocattolo e allo stesso tempo si accresce la consapevolezza del progetto del Kiwanis.

    Lardo, che di professione fa il designer industriale, ha prodotto un progetto della scultura e si è procurato un finanziamento dalla Fondazione del Kiwanis International e dal Distretto Belgio-Lussemburgo. Poi si è recato in visita a tutti i club del distretto con la seguente proposta: se ogni club avresse prestato un minimo di 1.250 euro, la squadra di Claude prometteva di restituire il prestito più il 10 per cento con i proventi delle aste, con l'intesa che tutti i proventi sarebbero andati per progetti di service a favore dei bambini.

    I club hanno indicato alcuni artisti per decorare le loro bambole. L'artista, Elisabeth Herckes, conosceva il Kiwanis attraverso la bambolina che suo figlio aveva ricevuto all'età di cinque anni dai Kiwaniani. "Come madre, ho voluto ricambiare e condividere la mia passione e la mia arte con il Kiwanis", ci ha detto la Herckes.

    Durante la convention della Federazione Europea del Kiwanis International a Lussemburgo lo scorso giugno, nel contesto del 100° Anniversario, 25 sculture di bambole Kiwanis tutte colorate sono state esposte per una settimana in spazi pubblici e privati. Davanti a banche, negozi, edifici, nei giardini dell'orchestra filarmonica ed in altri luoghi. I turisti e i partecipanti alla convention hanno molto apprezzato questa esposizione artistica.

    Alcuni appassionati hanno ideato il gioco di "scattarsi una foto accanto ad ogni bambola". Un turista tedesco di Wuppertal a detto ridendo: "Penso che a volte anche gli adulti, quando sono ricoverati in ospedale, avrebbero bisogno di una bambola! Gran bel progetto!”

    Le sculture sono state anche esposte in un centro comimerciale. Il 10 luglio scorso sono state vendute ad un'asta la metà delle grandi bambole per un totale di 65.300 euro.

    “Non avremmo mai sperato di ottenere una tale somma", dice Lardo esultante.

    Le rimanenti sculture, con l'aggiunta di altre 10, sono state inviate in Belgio per essere esposte ad un'altra asta.

    “È stato un progetto difficile,” ammette Claude Lardo. "C'è voluto molto tempo, ma abbiamo fatto tutto con immenso piacere, lungo il percorso abbiamo incontrato persone eccezionali, e abbiamo fatto nuove amicizie. «Se dovessi tornare indietro, lo rifarei.”  — Fabienne April
  • Melone il lunedì

    set 14, 2015
    Una pera è uno spuntino sano per gli scolari della scuola elementare WW Woodbury nella cittadina di Sandwich, nell'Illinois.

    Con una mela al giorno, una pesca o un'arancia... - si insegna una sana alimentazione ai bambini di Sandwich, in Illinois. Nel 2012, il Club Kiwanis di Tri-County, Illinois, ha adottato il programma "Tutti i Frutti" per fornire un frutto al giorno ai bambini della Scuola Elementare WW. Woodbury.

    La preside della Scuola, Shirley Decorte, ha creato il programma dopo essersi chiesta se i bambini avrebbero mangiato più frutta se fosse stata sempre disponibile.

    I Kiwaniani raccolgono fondi ogni anno per offrire una dose giornaliera della generosità stagionale della natura ai bambini della scuola di Woodbury, dall'età prescolare fino alla terza elementare. Ogni tanto, il menù della scuola offre le verdure del suo giardino. La raccolta di fondi e le donazioni da parte dei genitori della zona e da imprese hanno permesso a questo progetto permanente di progredire. Grazie alle lezioni sulla nutrizione e una positiva "pressione dei compagni", gli scolari assaggiano nuovi cibi.

    Le prime ricerche hanno dimostrato un aumento dal 10 al 60 per cento di assunzione giornaliera di frutta da parte dei ragazzi. Un risultato da 10 e lode per Woodbury!  — Alison Stilwell

    Ecco alcune idee per introdurre programmi di vita sana nelle scuole:

    •    Contattare l’ospedale locale per programmi sulla nutrizione.
    •    Creare un orto nella scuola.
    •    Avviare un dopo-scuola con camminate a piedi o con corsi di yoga.
    •    Discutere di un programma per il consumo di frutta con le associazioni insegnanti-genitori.

    Ed ecco alcune idee per una raccolta fondi a sostegno di programmi scolastici relativi alla salute:

    •    Ospitare un fiera con tanti giochi. In questo modo il Club Kiwanis del Tri-County raccoglie parte dei fondi per il programma 'Tutti i Frutti'.
    •    Organizzare una gara sportiva, come una corsa di "bambini al trotto.”
    •    Invitare i genitori della zona e le imprese.
    •    Individuare i genitori e le loro associazioni commerciali per una possibile collaborazione.
    •    Iscriversi alla camera di commercio.
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